Raduno: Inf(r)i(n)ciati supercross
Località: Castiglione delle Stiviere (MN)
Data: 23 settembre 2006
Partecipanti: Bozu, Guco, Fred Krueger, Vicepresidente, Sbrega, Bene, Duga84, Ribaltèla
Giudizio: 8 ernie, 1 insaccata ai polsi, 1 morìa di paramani, 1 caso di morbo che fa dire le parolacce a chi ti sta davanti
Testo e somiglie di Fred Krueger

PREFAZIONE

Era da un po' che ci tartassava. Tra un litro di birra e un altro, cercando subdolamente di strappare un consenso all'interlocutore ubriaco. Adducendo come ulteriore motivo scatenante i nuovi mezzi, miei e del Vicepresidente, le nostre fantasmagoriche (Analfa)BETA. E alla fine, quel vecchio luame di Tullio Braghessa, che i più già conosceranno come BOZU, ci ha scucito l'agognato 'Va ben dai, adesso bevi e taci'.
Il gaglioffo ci ha portato in pista da cross!

LA PISTA - 1

Partenza di buon'ora, alle 07:15am sono già operativo con la moto pronta e lustra, il borsone tecnico e uno spettacolare completo da rapper di San Diego che il resto della ciurma mi invidierà a tal punto che mi prenderanno tutti per il culo, anche i loro parenti. Ah, l'invidia...
Alle 07:30am tutti a casa del Vicepresidente e via, colazione da 'La bela ciccina del distributòr'. La ciccina è bella, l'ambiente è pervaso da un solleticante bouquet di merda perchè nei campi stanno concimando. Gli affetti da 'Ventilatio Intestinalis Putrens' gioiscono, perchè possono abbandonarsi senza che li si possa incolpare con le prove.
Comunque si parte e, come da tradizione, c'è sempre quel cielo un po' nuvolosetto e bigio:

In itinere si fa benza dal ragazzo più biondo del mondo.

Partiti alle 08:00am, arriviamo alla pista dopo diciotto ore, vuoi per il traffico, vuoi perchè non abbiamo trovato un estetista aperto a Castiglione la mattina alle 08:00, vuoi perchè alla sosta in autogrill qualche lestofante ci ha rubato le ruote del camion. Gli irrigatori vanno a tutto spiano, noi abbiamo l'adrenalina così alle stelle che già che ci siamo facciamo un po' di siesta.

IL FEROCISSIMO DOBERMANN

Non è potuto venire. Al suo posto, a fare la guardia all'impianto, c'era Renato, sempre Dobermann ma sottotaglia perchè da piccolo ha fatto la scarlattina. Ferocissimo.

Inizia la trafila dello scarico dei mezzi. I più usano anonime cinghie, chi butta le moto sul cassone invece interpone tra le stesse qualche tavola giusto per evitare che le pedane di uno collidano con i carter dell'altro.
Ribaltèla invece è un rinomato mobiliere (vero) e non ha avuto problemi a creare i supporti per le moto. Unico neo i residui di colla del nastro adesivo sulle manopole, che poi saranno causa di backflip vari e di svariate fratture coccigee.

Noi invece siamo più 'resing'. Abbiamo un furgone senza freni rubato ad una gara e il tappetino su cui Bozu ha passato l'intero Oktoberfest 2004. Anche Renato il Dobermann rimane impressionato.

'Vara chela desgrassia de Tullio se l'è sempre lù', diceva l'istruttore in un famoso film di Richard Geere. Difatti il fetentone, al solo scopo di farci fastidio, pronunciava le magiche cinque paroline: 'Adesso ghe cavo el stròpolo' (ora dininstallo il db-killer asportabile, ndr). Fatto. 150 decibel al minimo. Come i 18000 megasuoni della tromba di Fantozzi...

...però qui si può, non siamo per boschi, e l'Akrapovic ha veramente un suono mondiale. In più il pilota, prima di passare alle televendite, ha fatto cross per diversi anni e quindi il gas ce ne da. Io invece do luce ed acqua.

Il Guco fa un paio di giri a fuoco che l'olio ancora non si muove dalla coppa, e poi torna subito al paddock, per chiudere la compressione di 80 click a destra (il ritorno) e 46 click verso est (la compressione). Abbiamo capito che era morto dopo mezz'ora che era lì sdraiato.

Il Duga invece è entusiasta del nuovo setting ciclistico, ma accusa qualche vuoto nei tripli, quindi chiede un cambio della distribuzione in toto. Tutto fatto sul posto.

LA PISTA - 2

Uno spettacolo! Trattasi di pistino in terra (e un po' di sassi), con salti alla portata degli enduristi , salite belle ripide e scavate, un grip spettacolare (evitando i sassi), sponde belle alte. Bella bella. C'è sia il crossista incazzato su CRF, sia l'endurista più sereno con Beta Alp 4.0 con tanto di frecce. E poi ci siamo noi cialtroni, che facciamo anche le partenze al cancelletto e ci diamo bagarre. C'è un salto in discesa che sembra non si atterri mai, e chi (come me) non ha mai fatto salti 'seri' prima urla come se fosse sulle montagne russe. Poi le braccia prendono fuoco ed è il caso di fermarsi un po', se no ci devono scalzare dai manubri col piede di porco. Qualcuno poi ha fatto anche qualche ribaltone spaventoso, ma innocuo.
Io poi ho avuto l'ardire, con la fotocamera che fa pessime foto già di suo e col tremolìo alle mani che sembro Ozzy Osbourne, di fare le foto degli Inf(r)i(n)ciati in action:

BOZU
DUGA84
VICEPRESIDENTE
RIBALTÉLA
BENE
SBREGA
FREDDY

IL TEAM

Nel furgone: Tullio Braghessa
Seduto: Francis Ford Cappola
Con la birra: Larry Racchetta
Che rutta: Andy Mastego Jr.


A sx: Frank Morlacco
A dx: Nick S. Sbroffo

EPILOGO

Una giornata memorabile, abbandoneremo tutti l'enduro per darci al cross. Da qui i nomi italoamericani. E ci trasferiremo proprio negli States dove contiamo di diventare i nuovi paladini del supercross a stelle e striscie. Un taglio netto col passato? Non proprio. Tanto per restare ancorati alla tradizione, Sbrega ha perso la marmitta pure oggi...


Saluti a tutti da Johnny Renza, il rapper teròn.