La prima neve di stagione!
Località: Verona
Data: 27 novembre 2005
Partecipanti: Duga84, Fred Krueger
Giudizio: 2 sole ernie, ma svariate cancrene da congelamento
Testo: Fred Krueger, somiglie di Fred Duga84

08:30am

-Amore, vai te a fare la spesa? Io devo allattare i tre gemelli. Torna presto che siamo a pranzo da mia madre e nel pomeriggio andiamo all’IKEA!-
-AAAAAAAAAAAAARRRGGGHHHHHHH!!!-

Un incubo. Un altro. Mi sveglio madido di sudore, devo smetterla di cenare messicano.
Vabbuò. Caffè, cicca, doccia, anzi la doccia no che tanto devo andare in moto e mi sporco di nuovo, mi vesto ‘da motocross’ e vado a prendere la moto.


09:30am

Ecco che arriva Duga84. Ha ancora un occhio chiuso e l’altro opaco. Dice che va via ‘Col radar, come le signapole* (*i pipistrelli, ndr), so mia ingenièr par niente!
Va ben, un altro caffè e si parte. Siamo soli soletti, gli altri Inficiati non possono venire, chi per influenza, chi per prolasso intestinale, chi per PCDPU (Problemi Coniugali Domenicali Pre Uxoricidio).


09:31am

Tre marce e già sono tutto intirizzito, ci sarà 1° o giù di lì. Il primo tratto off, dopo aver lasciato il bitume, è simpaticamente allagato. Ho lo stivale sinistro pieno d’acqua, a casa mi toccherà amputarmi il piede da solo.


10:20am

Sui soliti sentieri c’è un fondo misto moltrino/acqua/neve semidisciolta che è una bellezza, comunque la moto tiene bene le traiettorie. Il riscaldamento non va, al prossimo tagliando devo farlo controllare. Entriamo nel solito boschetto di ‘White Rivers’, cominciano le prime pendenze degne di nota, e chi incontriamo?

Gino Ramaglia, era da un po’ che non si faceva vivo. Quel vecchio lazzarone abbraccia Duga84 e non vuole saperne di mollarlo...


11:45am

Freddo, freddo. Nonostante l’accurata preparazione delle mascherine con lo Sputex™, la visuale è quella che è. Centriamo nell’ordine: un platano, un larice, un facocero e una comitiva di Boy Scout. Sembra che il sole si faccia vivo, decidiamo di aspettare che splenda per bene mangiando un panino ‘formajo e sopressa’, scaldandoci le interiora col famoso ‘Lucky Brulè Wine’, il Brulè della Fortunata, che ce lo fa col microonde.

Non è degna di ‘Vino & Tassello’, ma come foto mi piace (pron. Mmmmhh piash):



12:15am

- Ma…’sta neve? - Chiedo.
- L’ariva, l’ariva… - Risponde Duga – adesso femo la Sassàra de l’Alfa!
Gioisco, l’avevo fatta qualche anno addietro col KLR e mezzo metro di neve (ero finito in analisi per questo) e volevo proprio vedere se col 2T era meglio.

Arrivati all’Alfa, notando la crescente tensione del sottoscritto, Duga84 propone due somiglie e sdrammatizza ribaltandosi a piedi. Per un pelo non si tira l’XR 400 nel costato…



12:20am

Ciancio alle bande, bisogna andar su! Marco attacca la sassara con passo bello tonico, molto tonico…

…troppo tonico…

La gamba destra è andata. La amputiamo con la corda di violino che mi porto sempre dietro per questo tipo di evenienze, e la seppelliamo sotto la neve. Torneremo a prenderla in primavera.

È il mio momento. Primino, seconda, gas a ½ manetta, postura mista in piedi/seduto per zampettare:

La stronza si dimena e cerca di disarcionarmi, ma io duro e giù a testa bassa. Fermi, questa è la tipa di ieri sera…
Comunque nella sassara è più o meno la stessa cosa, solo che al CRE non devo dare il bacino quando abbiamo finito. Sono venuto su benone, sono contento di me stesso (ieri sera no).
Marco invece si trastulla, la sua ruota posteriore a scavato un buco di mezzo metro. Quando torno giù è lì che celera, impenna l’XR in verticale, poi molla, poi impenna…

- ‘zzo fai?-
- Niente, è che mi diverto a far così!

Alla fine del sentiero in salita, troviamo altri amici ebeti tassellati. Due chiacchiere, una cicca, poi loro faranno la sassara dell’Alfa in discesa. Diamo ad entrambi il bacio della morte, sulle labbra ma senza lingua.
Noi torniamo verso la città, la madre di Marco, appassionata di Nouvelle Cuisine, gli ha preparato la peperonata coi fagioli, le cotiche e i marroni e lui non può mancare a tavola.

Scendendo verso Trezzolano la neve piano piano scompare (non prima di aver causato un paio di traversi e ribaltoni):

Una bella uscita, ci è costata una gamba, un piede, una mascherina e quattro boy scout, ma ne è valsa proprio la pena.

Daichenemo!

N.B. Questo report si ispira a fatti realmente accaduti. I nomi e le località sono immaginari, qualsiasi riferimento è puramente casuale.

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