Giro: La lunga notte degli EBETI
Località: Verona
Data: 13 maggio 2006
Partecipanti: Vicepresidente, Sbrega, Duga84, COA, Mago, Bozu, Ribaltèla, Fred Krueger

Giudizio: 4 ernie, 1 indigestione da spiedini, 1 femore lussato da merengue, 1 cataratta
Testo di Fred Krueger, somiglie non si sa



*Nota: Per potersi 'accordare' col filmato etc., al report è stato dato un taglio 'sci-fi', da B-Movie degli anni '50. Se la cosa dovesse arrecarvi fastidio, ne saremo lieti.

É un sabato sera come tanti, quello del 13 maggio del '57, a Verona.
Ed è un gruppetto di motociclisti ebeti come tanti, quello che si riunisce all'imbrunire nel solito baretto di periferia.
É l'orario ad essere un po' atipico, perchè i nostri hanno deciso di fare un giro notturno sui monti e nei boschi che circondano la cittadina.


...ecco i furbacchioni che, con malcelata tracotanza, si rifocillano prima dell'escursione. Bozu ha già una smorfia di sofferenza, forse inconsciamente avverte già il pericolo che incombe. Duga84 si pavoneggia con la pettorina nuova, Sbrega (il capogruppo psicopatico) illustra ai commensali onori ed oneri dell'enduro notturno. Lo sguardo di Mago è rivolto ad Est, non verso i monti Lessini, ma verso le sue ultime creazioni ad altissima tecnologia con le quali affronterà i pericoli della spedizione...

...si tratta dell' "ACCROCCHION HEADLIGHT®", il fanale accrocchione, un occhio di bue da discoteca da 2000 watt, debitamente modificato per l'utilizzo su moto, costato molte ore di lavoro e una denuncia di furto con effrazione da parte della discoteca 'Lo zufolo', un locale gay che Mago frequenta nei weekend, di nascosto dagli amici.



...il gradevolissimo riflettore viene installato anche sul K del COA, che ne decanterà l'efficienza: rottura sistematica degli elastici di fissaggio ogni 70 metri.

Il tutto va alimentato con una batteria atomica, prelevata da un MIG ed occultata nel parafango posteriore. Saranno proprio le radiazioni emanate da quest'ultima, lesionata dalla ruota posteriore dopo un salto, la causa della notte da incubo dei nostri...



...e sì che lo sguardo minaccioso di Sbrega avrebbe dovuto essere di monito.

Qualcuno manifesta anche le sue preoccupazioni, il sottile stato di ansia che lo pervade, ma inascoltato.
É un sabato come tanti altri. Sembra un sabato come tanti altri.




Il terrone in questione sarebbe chi scrive, ovviamente. L'uscita inizia nel migliore dei modi: col litro di birra e un panetto regattone già incorporato, tre ore di sonno sulle spalle e la mascherina il cui fascio di luce è orientato verso Cassiopea (il Grande Carro negli impenni). Quello che c'è a dieci metri dalla ruota anteriore è un mistero. Poco male, più avanti l'impianto elettrico tirerà le cuoia.


Il primo stop tecnico è dovuto al settaggio dei fari di Sbrega. Nessuno si è accorto del tragico incidente...all'atterraggio da un backflip, la batteria nucleare installata sulla moto di Mago inizia a perdere le radiazioni. I primi segni sarebbero tangibili, anche se nessuno dei malcapitati ci bada: gli occhi di Duga84 diventano rosso fuoco e la sua testa gira sul collo a 360°.
Continua ad essere un sabato come tanti altri.



Si riesce a stento a trattenere l'orrore, guardando questa immagine. Le moto sono ferme, noi continuiamo a muoverci, in preda ad attacchi di 'delirium tremens' e 'squaquaronis sbroffantis'. Terrificante. Al termine di queste potenti manifestazioni fisiche, che sono solo i primi sintomi della mutazione in atto, le condizioni dei protagonisti sembrerebbero tornare stabili. In realtà...

...in realtà iniziano a manifestarsi i primi segni di pazzia collettiva. La furia omicida di Bozu si riversa sui contatti elettrici del faro di chi scrive, col chiaro intento di lasciarlo brancolare nel buio, col fatale epilogo nella 'pontara del J+3'.
Sbrega parte a manetta e sparisce, fagocitato dall'oscurità di un bosco sempre più minaccioso. Non lo vedremo per un bel pezzo. Il resto della ciurma prosegue per sterratoni scorrevoli alternati a mulattiere disagevoli e sinistre.




É così che lo ritrovano. Urla, sbava e bestemmia (e fin lì potrebbe essere lo Sbrega che conosciamo da una vita), ma parla un idioma sconosciuto e si produce in gesti inconsulti. La sua moto...

...è lì, schiantata contro il muro di cinta di una casa rurale. La forcella è svergolata, il manubrio storto, la mascherina divelta, il parafango anteriore è buono per il Motard. Quando riprende l'uso della parola, Sbrega dice che è stata la creatura della mulattiera nera a ghermirlo e scaraventarlo contro il muro.



Lo shock ci paralizza: Duga84, dopo 26' di inebetimento, rinviene e corre subito a casa urlando. Ribaltèla tenta la stessa sortita, ma destino vuole che alla curva che ormai porta il suo nome il meschino tagli dritto, precipitando nella foresta. La carcassa sarà recuperata dal CAI a distanza di 26 anni, nel 1983.
Mago si incazza come una bestia perchè nella radura non trova parcheggio, va via in impenno (perdendo definitivamente la batteria incriminata), effettua la manovra di svolta a Trezzano Sul Naviglio e torna indietro.
Il Vicepresidente chiede di essere mesmerizzato e che le sue interiora vengano riposte nei vasi canopi.
Proseguirà sulla strada del ritorno così, in stato di morte apparente e privo delle frattaglie.


La moto di Sbrega è inutilizzabile. Per fortuna Duga84, che avevamo dato per disperso, torna sui suoi passi con un mezzo di fortuna...



...con cui i due riusciranno ad imboccare la via del ritorno, illuminati dalla torcia occipitale del Duga.

Tutto sembrerebbe essere tornato alla normalità (?), e quindi, finalmente, i nostri optano per una breve pausa in cui tenere conciliabolo e riposare, dopo le aberranti manifestazioni di cui sono stati testimoni e protagonisti...



...al matrimonio della Contessa Serpelloni Mazzanti Vien dal Mare! Proprio così, non essendoci in zona trattorie/bar aperti, ci si imbuca ad una festa di matrimonio, si mangia e si beve come si deve e si scatta la somiglia di rito con la (bellissima) sposa.
Nonostante l'espressione nella foto parrebbe indicare il contrario, il Vicepresidente non è ubriaco, è solo stanco per aver ballato salsa e merengue per 3h.
Non ci sono dubbi, nonostante qualche agghiacciante retroscena, è un sabato come tanti altri.