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Meeting:
Meeting dell'uva del Gigante Baba Località: Fumane (VR) Data: 02 ottobre 2005 Partecipanti: Gianlu, GoboVR Giudizio: 4 ernie, squillini a gogo Testo di GoboVR |
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PREMESSA |
Con
l’incarico di rappresentante del RESENTIN RACING TEAM conferitomi
dagli Inficiati, vi scendo questo report purtroppo privo di foto, in quanto
avevo paura che mi si riempisse la digitale di polvere. |
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NETTUNO
E’ PIUTTOSTO INCAZZATO |
Sono
le 6:30 quando quel brutto quanto infernale aggeggio che tutti hanno in
casa vomita un suono freddo e scorbutico: bi-bip, bi-bip, bi-bip. |
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ANCHE
A GIOVE PLUVIO GIRANO
I COSIDDETTI |
Arrivati
in loco alle 8,30 inizio l’opera di vestizione e la radio trasmette
la canzone di Jovanotti “..piove, senti come piove, madonna come
piove, senti come viene giù…”. Niente di più
premonitore, difatti manco a dirlo viene giù a catinelle ed ovviamente
non trovo un minimo di riparo. Alt aspetta un attimo non vedo nessun motociclista
in circolazione è meglio che aspetti qualche minuto! Nel breve
tempo di 30 minuti e solo dopo aver visto 4/5 energumeni passare a cavallo
di tanti cavalli che scoreggiano assieme, mi vesto e raggiungiamo il tendone
della festa paesana luogo d’incontro per la partenza ma soprattutto
per l’arrivo visto che è dove se magna. |
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DAI CHE NEMO! |
Partiamo
in tre gruppi capitanati da: Corrado con XR 650, Lele alias guru (manco
a dirlo su XR 680) e non mi ricordo come si chiama su CRE. |
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LA SASSÀRA MALMOSTOSA |
Il
giro procede a buon ritmo, il fondo pietroso è molto scivoloso
e suggerisce accortezza e prudenza in particolare in una stradina che
ci porta ad una lunga mulattiera di pietre mosse ai piedi del Monte Pastello.
Corrado decide di non salire per il monte perché oltre alla caduta
di un albero a metà tratta, si deve poi affrontare una discesa
di pura roccia con un paio di passaggi troppo pericolosi viste le condizioni
meteo. Inoltre nella mattinata ero stato raggiunto da una telefonata del
vicepresidente Horseman e dal socio onorario Fred, che mi informavano
che la sala gessi del Geriatrico era già al completo. (in realtà
era solo una scusa per raccomandarci di portare con orgoglio e professionalità
(?) la rappresentanza degli inficiati). |
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IL
GIANLU E GLI SQUILLINI |
Si
fa un breve passaggio in discesa da “sero i oci e speremo che la
me vaga ben” per poi entrare in un sottobosco scorrevole, piccolo
trasferimento su strada che a visto l’asfalto a macchia di leopardo
e poi su per una mulattiera larga un paio di metri con fondo pietroso
ma fermo, radici, un muretto bello tosto e altri di più piccoli
(ovviamente tutti rigorosamente in curva). In condizioni di asciutto non
sarebbero particolarmente difficili ma con il bagnato sono impegnativi
perché da farsi di buona lena e gas costante, fluido, oserei dire
vellutato. |
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LA
PROVA DEL CUOCO/bis |
Quattro
chiacchiere, scuse più o meno banali per le scivolate, cicca e
si riparte verso Fumane infilando uno scorrevole sentiero con fondo di
predominanza rocciosa e tratti di terriccio con la pietra… sotto,
bella nascosta, lì pronta a ciularti e, infatti, ogni tanto qualcuno
ciula. In ogni caso bel tratto. |
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AMMAZZONIA |
Nel
frattempo si è fatto un po’ tardi e complice il suggerimento
del gruppo capitanato dal CRE dove pochi chilometri addietro una signora
a detto loro che in fondo al tal sentiero c’era la Forestale, Corrado
decide per un taglio di percorso via asfalto; ottima idea. SBAGLIATO,
pessima idea perché sbuchiamo in un tratto di strada dove sta transitando
il gruppo del Lele. I due si parlano e scorgo negli occhi dei due un lampo
di luce suicida. Alla mia domanda “Non avrete mica in mente un tratto
canaia vero?” No, no è la risposta: niente di più
falso. Lele capogruppo e via giù per stradine e sentierini fino
ad arrivare ad un certo punto in cui mi dice:”adesso vi porto in
Ammazzonia. Non sapevo se essere felice o piangere. Parte e scompare in
un punto in discesa dove non c’è traccia di passaggio, per
poi vederlo risalire in uno spazio dove c’è roccia a sinistra
ed a 28,5 centimetri a destra solo una pianta che ti evita di scivolare
nel sottostante corso d’acqua (come se non fosse sufficiente quella
che scende dal cielo). Io che sono il secondo rimango lì un po’
indeciso, mi guardo attorno e vedo caschi che scuotono, mani che fanno
segni inequivocabili e moto spente; siamo pronti per girare le moto anche
se nessuno vuole essere quello che abdica per primo fino a quando quello
che o a fianco mi dice: “Dai vai, passato quel punto NON dovrebbe
esserci più niente di difficile”. Queste parole e i segnali
del Lele mi danno lo stimolo per buttarmi seguito a turno dagli altri.
E poi si sa, il futuro è sulle ginocchia di Giove! |
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SATURNO,
APOLLO & IL FAGIANO MASCHERATO |
Dopo
un breve tratto di boscaglia ci troviamo davanti ad una bella discesa
che conduce al fondo valle per poi risalire dal lato opposto. Mi sgrano
gli occhi perché la discesa non mi preoccupa ma la salita un tantino;
sembra veramente impossibile . Lunga una trentina di metri, buona pendenza,
fondo di pietrisco fangoso e gli ultimi dieci metri sembrano verticali.
Il recupero di una borraccia di benzina per dissetare il 680 del Lele
ci permette di valutare bene il passaggio e la conclusione è: “Non
si può fare un’altra strada?” risposta: “Passiamo
da lì così avrai qualcosa da ricordare!” In quel preciso
istante ho pregato Dio Apollo per me e Dio Saturno per Lui. Parte, discesa,
filo di gas e su che è una meraviglia. "E che cazzo!"
dico, "se po’ fa, se po’ fa!", metto la seconda
e salgo anchio. Più facile del previsto. Uno alla volta arrivano
gli altri ma solo dopo aver aspettato che el Gianlu (sì, sempre
lui) parcheggiasse di traverso il suo 525 a metà salita, probabilmente
per rispondere al telefono!. Stavolta però non lo supero, ma scendo
ad aiutarlo perché posso capire che alzare la moto, parlare al
telefono e fumare con il casco indossato possa essere impegnativo anche
per lui. |
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RINGRAZIAMENTI |
| Rinnovo
i ringraziamenti a tutti quelli che hanno contribuito a questa manifestazione,
alle guide, a chi ci a ospitato ed ovviamente a tutti i partecipanti. Un
“porta pazienza” al Gianlu; non c’è l’ho
con te, hai solo la sfiga di essere amico di vecchia data (saranno 12 anni
che viaggiamo assieme in moto e non) e di essere sempre a vista d’occhio. Ah, dimenticavo: DILUVIA! Andrea alias Gobovr |