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Giro
con amici:
La Via del Sale (non ufficiale!) Località: Monesi (IM) Data: 16 luglio 2005 Partecipanti: Horseman, Guco, Fred Krueger + Cappe, Paolo_Xr e Andre di xr-italia.com Giudizio: 1 ernia, ma paesaggi incantevoli Testo e somiglie di Fred Krueger |
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PROLOGO
- SVEGLIA! |
I
professionisti, o comunque chiunque abbia un approccio serio verso qualsiasi
genere di attività, si preparano alla stessa con metodo, dedizione
e qualche sacrificio. Noi che siamo cialtroni abbiamo fissato la sveglia
alle 03:45, ma alle 00:30 siamo ancora per bar che beviamo bibitoni, amari
& cuba libre. Il corpo poi presenta il conto, ed ecco le facce dei
miei compagni alle 04:00: |
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L'AUTOSTRADA
E LE PROFEZIE DI GUCO |
In marcia ancora mezzi alticci, il viaggio sembra più lungo del previsto, poi all'ingresso in Liguria ci attende un cielo plumbeo tipo quello di Gotham City. Guco ci rincuora con la sua prima profezia: 'Dai che è passeggera, tra un po' spunta il sole'. Più visto il sole, se non in Francia.
Poi iniziano un po' di code, e Guco emana la seconda profezia: 'Dai che non è nulla, solo un po' di rallentamenti'. Non l'avesse mai detto. Nel frattempo Horseman si fidanza con la nostra vicina di coda e lei lo presenta ai genitori. Ci siamo quasi...
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ARRIVATI! |
Dal
casello di Albenga a Monesi ci sono 45' di tornanti che col motard sarebbero
favolosi, col trailer sono abbastanza logoranti. Ci fanno strada i nostri
ospiti: Cappe, Paolo xr e Andre, che sono giovani, belli e pieni di energie.
Noi sembriamo 3 veciòti da osteria. La ragazza conosciuta in autostrada
chiama Horseman comunicandogli che è incinta e di tenersi libero
per il weekend successivo.
I
nostri ospiti hanno tre belle XR 400, il nostro parco invece annovera
un 400 e due veciòte 600. |
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SE CELERA! |
Da Monesi inizia subito un bel tratto in leggera salita, con dei gustosi saltini. Bisogna un po' stare attenti perchè sulla strada, che comunque è larga il giusto, ci sono anche macchine e altre moto che scendono nel verso opposto. La veciòta va come un treno, ma, ahimè, ho spaccato l'ingranaggio della terza e mi farò tutta l'uscita senza poterla usare. In breve si arriva alla famosa galleria:
Una figata, buia come la notte, col fondo viscidissimo. Io procedo con la famosa tecnica enduristica 'alla cazz', perchè la mascherina illumina perfettamente la volta del tunnel, ma non ho la più pallida idea di dove cazz sto mettendo le ruote. Il rombo dei 4T nel tunnel è stupendo... |
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PRIMI
INCONVENIENTI : SI INFICIANO LE GOMME |
Il fondo di sasso smosso e appuntito non perdona chi tiene le gomme un po' bassine di pressione, e difatti poco dopo il tunnel c'è il primo (e unico, per fortuna) afflosciamento. La ruota davanti di Andre 'perde tono':
Ma
viene presto riparata, grazie agli attrezzi che i ragazzi si portano dietro
e al Vicepresidente, che ormai è diventato il 'Guru delle leve'.
Noi, in tre, abbiamo un pacchetto di sigarette (senza accendino) e un
camelbak, tanto per non smentirci.
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DAI
CHE NEMO, SU! |
Dal confine francese in poi c'è un sole meraviglioso, si lascia a malincuore lo sterro e si attraversano un paio di paesi molto graziosi. Qui i Gendarmi, se impenni a 20 cm dal cofano della loro macchina di servizio, si irritano. Mah, valli a capire 'sti francesi. Insisto per fermarmi al residence 'LA ROYA', per ovvi motivi, ma i miei amici non sono d'accordo e allora facciamo bagarre tra i curvoni in pieno stile motard fino a raggiungere di nuovo gli sterratoni. I paesaggi sono TUTTI, e ripeto TUTTI, da cartolina:
C'è qualche problema con il locale idioma, ma si supera in scioltezza:
Facciamo anche conoscenza con la famiglia più figa dell'estate: figlio su CRE 125 e genitori su BMW 650 che si cuccano tutti i sassi sparati dall'erede:
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TERRONE...AH
NO, QUELLO SONO IO. TERRORE IN ALTA QUOTA |
Mediamente, tutto il percorso è di difficoltà tendente allo zero, basta tenere ritmi da galleggiamento sul sasso smosso. Ma senza esagerare, se no...:
Una
scena da scagazzarsi per bene, fuori da una curva abbastanza stretta sono
tutti che guardano giù. Guco è uscito fuori e la sua 400
non precipita nel burrone solo grazie alla pedana sinistra che si è
impiantata nella terra. Vi assicuro che l'immagine non rende giustizia,
è veramente impressionante. Recupero con la corda.
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LE
POMERIJE (IN FRANCESE SI SCRIVE COSI') |
Anche il pomeriggio fila via senza intoppi, il fondo è sempre scorrevole (senza rilassarsi troppo, a volte la moto scarta di colpo e comunque si è sempre a 30/40cm dal baratro), a parte la polvere che ingurgiteremo in quantità impressionanti. Incontriamo altri enduristi e dei cerebrolesi d'oltralpe che, invece di drogarsi come fanno tutti, decidono di fare la Via del Sale con l'unimog e si incagliano col cassone nelle pietre. Abbiamo trovato il tappo, pur essendo in sei. Sarà necessario spaccare il fianco di roccia con un martellino da minerali, e poi via libera. Per concludere, tre-quattro km di pendenza con un gustoso fondo di bei sassoni smossi e piantati di quelli giusti (sarebbe da terza piena ma non ce l'ho più, quindi quarta e qualche sfrizionata), fino all' inizio dell'Alta Via, dove c'è una bella statua (del protettore dei rilievi liguri se non ho capito male):
Qui
facciamo l'ultima sosta e ci soffermiamo in divagazioni un po' più
enduristiche, sempre con uno sfondo meraviglioso.
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EPILOGO |
Non
è sicuramente enduro estremo da zampettare, si può fare
senza problemi con un bicilindrico, non c'è fango. Però
comunque sia ne vale la pena, noi abbiamo fatto 150km di cui più
un centinaio di sterri e sassi molto divertenti (come i tornanti in discesa
all'inizio) non si va sempre fischiettando perchè comunque sia
su quasi tutto il percorso c'è il baratro in fianco e, a parte
il sottoscritto, ovunque si guardi si vede qualcosa di bello, monti, boschi,
torrenti e francesine sorridenti. ps.: Horseman e la ragazza dell'autostrada saranno lieti di salutare amici e parenti presso il residence 'LA ROYA', sotto il Col di Tenda, domenica 24 Luglio. |